In attesa del 1° maggio
Un sistema di diritti certi per tutti, anche per chi oggi non li ha, interventi rapidi per arginare una crisi che rischia di lasciare migliaia di persone senza occupazione, una lotta senza tregua agli incidenti sul lavoro.
Sono queste per me le parole d’ordine di questo 1° maggio. Una data simbolica in cui oggi più che in passato è necessario riaffermare che il lavoro è pietra fondante della nostra Repubblica e come tale va rispettato e tutelato.
L’area metropolitana è investita da una crisi profonda. Il numero di chi cerca lavoro cresce, il ricorso agli ammortizzatori sociali aumenta, il portafoglio degli ordini delle imprese non registra segnali di miglioramento.
È necessario agire subito con politiche sociali e di welfare, guardando non solo ai ceti più disagiati, ma anche a quel ceto medio, perno del sistema sociale, che sta scivolando verso la povertà.
Per fare questo i sistemi di protezione sociale vanno ripensati ed estesi ai precari, lavoratori a partita iva, oggi senza rete che rischiano di essere inghiottiti dalla crisi. Chi ha avuto diritti certi ha il dovere di lottare perché quegli stessi diritti siano estesi e innovati per tutelare i propri figli. La questione salariale non è rinviabile né riconducibile al modello classico della redistribuzione che si traduceva nell’assioma: se c’è crescita c’è ricchezza e quindi più salario. Oggi l’aumento delle pensioni e dei salari deve venire prima della crescita.
Dallo scoppio della crisi il mio impegno non è mai venuto meno. La Provincia ha fatto da collante tra le parti in causa in tante aziende in crisi, ha agito per salvare posti di lavoro a rischio e ha promosso un piano di emergenza welfare per sostenere le famiglie nelle spese quotidiane e per incentivare nuove assunzioni. Grazie a questo più di mille lavoratori sono stati assunti a tempo indeterminato.
Ma non solo.
Per dare rappresentanza ai lavoratori della conoscenza, oggi invisibili, la Provincia si è adoperata per creare una rete tra le loro associazioni.
L’amministrazione provinciale non ha mai smesso di impegnarsi per combattere un residuo di barbarie di cui non ci saremo mai vergognati abbastanza, quello degli incidenti sul lavoro. Per questo abbiamo firmato un protocollo per la sicurezza nei cantieri con sindacati e imprenditori.
Non smetterò di impegnarmi per questo e per la tutela di tutti i lavoratori,siano essi professionisti, precari o dipendenti. Loro costruiscono ogni giorno la nostra società.
Come scriveva nel secolo scorso Bertold Brecht “Tebe dalle sette porte chi la costruì? Ci sono i nomi dei re dentro i libri. Sono stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?”





