Le farmacie comunali della provincia di Milano non ostacolino la vendita della Ru486

pubblicato il ottobre 23rd, 2009 da Filippo Penati


Le farmacie comunali della provincia di Milano non ostacolino la vendita della Ru486. Questa la richiesta contenuta in un ordine del giorno firmato dall’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati a seguito dell’appello lanciato oggi dalla Cei per bocca del segretario generale, Monsignor Mariano Crociata, di riconoscere ai farmacisti il diritto di esercitare l’obiezione di coscienza nella vendita di prodotti che possono implicare scelte definite “immorali” quali aborto e eutanasia.
“Tale appello - si legge nell’ordine del giorno - è un evidente tentativo di ostacolare la commercializzazione della pillola Ru486, al cui utilizzo è stato dato il via libera il luglio scorso: per questo si chiede al presidente Guido Podestà, un impegno a sensibilizzare i sindaci affinchè le farmacie della provincia di Milano non ostacolino la vendita della ru486”.



“La Moratti rimetta a Berlusconi l’incarico di commissario straordinario dell’Expo”

pubblicato il ottobre 21st, 2009 da Filippo Penati


“La Moratti rimetta a Berlusconi l’incarico di commissario straordinario di Expo”. Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano, interviene così in merito alla vicenda Expo. “A 19 mesi dalla vittoria di Milano a Parigi per Expo ci sono stati solo problemi, inciampi, rinvii - continua Penati - e il risultato è stata la paralisi, lo svuotamento dei poteri del commissario straordinario. Ancor oggi non è chiaro se il Governo Berlusconi e soprattutto il suo ministro dell’economia, Tremonti intendano onorare gli impegni per Expo. Milano sta perdendo un’occasione in cui tutti abbiamo creduto. Il sindaco non può continuare a tenere un atteggiamento ossequioso verso il Governo ma deve iniziare a farsi interprete della preoccupazione della comunità milanese. In questi mesi il Governo ha umiliato Milano, si è occupato di Catania, di Roma, del ponte sullo stretto, mai di Milano. Invito il sindaco Moratti a rappresentare Milano con la schiena dritta, rimettendo il mandato e riprendendolo soltanto se dalla sua maggioranza e dal Governo incominceranno ad arrivare i fondi promessi e se ci sarà la garanzia di un impegno serio e concreto per Expo a Milano”.



Non abbiamo bisogno di burocrazia, ma di riflessione politica

pubblicato il settembre 30th, 2009 da Filippo Penati


Mi rendo conto che le mie dichiarazioni possono avere creato un po’ di fibrillazione ma rispondono anche ad un ruolo nazionale che qualcuno deve necessariamente giocare. Quello che secondo me è importante, anche prendendo le distanze dalle mie dichiarazioni di ieri, è un punto politico su cui, secondo me, non dobbiamo cedere: che ci sia, anche da parte di coloro che sostengono la mozione Franceschini, un riconoscimento per quanto sta avvenendo nei congressi di circolo. Un momento che alla fine vedrà coinvolti circa 450 mila cittadine e cittadini iscritti al Partito Democratico e che non può essere archiviata come fosse un semplice passaggio burocratico senza che, a partire dal segretario nazionale, si riconosca il valore politico e civile di una partecipazione democratica così ampia. Ed infine credo sia giusto che il segretario nazionale, ed a maggior ragione Dario Franceschini non eletto dalle primarie ma da un’istanza del partito qual è l’assemblea nazionale, senta il dovere di dare rango politico all’opinione espressa dai 450 mila appartenenti al suo partito degnandoli di una riflessione di carattere politico. Noi non possiamo accettare che questa fase venga archiviata con considerazioni di carattere burocratico e non politico. Valorizzare questa fase riservata agli iscritti non significa per nulla sminuire il significato delle primarie che rimangono la sede decisiva per la scelta del segretario, e per noi c’è l’impegno a favorire la massima partecipazione alle primarie. Una fase importante come quella riservata agli iscritti non è in contrapposizione alle primarie. Gli iscritti si sono espressi in modo chiaro per Bersani e ora noi siamo fiduciosi in una conferma degli elettori. Superare la contrapposizione tra iscritti e elettori unifica il partito e non lo divide.



Mi preme che si tenga in considerazione l’opinione dei 400.000 che hanno votato nei congressi

pubblicato il settembre 30th, 2009 da Filippo Penati


Durante la giornata di ieri, mi sono arrivati diversi commenti e messaggi a proposito della mia dichiarazione sugli esiti dei congressi di circolo che hanno visto il successo di Pier Luigi Bersani. Tra i vari messaggi ho scelto di pubblicare il commento che segue e di riproporre in fondo la risposta che ho pubblicato ieri su Facebook.

Caro Filippo Penati,

le confesso che ci sono rimasto molto male dopo aver letto le sue dichiarazioni di oggi volte a sfiduciare in anticipo l’attuale segretario.

Non sto con Franceschini e proprio per questo mi è sembrata fuori luogo e controproducente la sua affermazione.

Mi fa un po’ specie che Lei stesso non abbia saputo mettersi un freno quando ha pensato quello che poi ha dichiarato. Le ricordo che al momento non sta parlando solo per sè ma, in qualità di coordinatore, in rappresentanza di una visione del futuro del PD e di chi la sostiene.

Con queste dichiarazioni non solo danneggia il Partito tutto, ma in particolare la mozione che proprio sta coordinando.

Stento ancora a credere in quello che ho letto. Le chiedo pertanto di allenarsi a trattenere il furore della vittoria, perchè anche dopo qualsiasi sia il risultato piuttosto che fare uscite da “comandante in capo” sarà necessario fare una cosa che spero si ricordi sempre: tirarsi su le maniche per questo PD!
Tutti insieme. Io, lei, Bersani, Franceschini, Marino e tutti quanti si riconoscono in questo grande progetto.
Un progetto che per i suoi alti ideali, fa davvero male vedere mortificato da un teatrino di recriminazioni e di “sparate” che proprio non ci appartiene.

Cordialmente,
Gianni Cattaneo

Le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani opportunamente spengono ogni polemica sul ruolo che dorvà svolgere Dario Franceschini fino alle prossime primarie del 25 ottobre. Io stesso non mai inteso chiedere le dimissioni del segretario nazionale.
Si sta concludendo una fase importante in cui 400.000, forse 450.000, iscritte e iscritti al Partito Democratico hanno espresso il loro voto e il risultato è chiarissimo. Due terzi di loro non hanno votato Franceschini. Franceschini è il segretario fino alle primarie, che sono lo strumento per scegliere il nuovo segretario, e su questo non vi è alcun dubbio.
Il punto è un altro: si vuole rispettare l’opinione dei 400.000 e dedicarci una riflessione politica da parte del segretario nazionale oppure tutto ciò non conta niente? Si sta sollevando una tempesta in un bicchier d’acqua nel tentativo di eludere questo tema.
Insisto, non è in discussione quanto previsto dallo statuto del partito, non è in discussione il valore delle primarie, ma chiediamo che venga riservato apprezzamento per l’alta partecipazione degli iscritti e venga tenuta in considerazione la loro opinione.



Superata quota 300.000 partecipanti a congressi di circolo

pubblicato il settembre 28th, 2009 da Filippo Penati


“Siamo a oltre 300.000 partecipanti: si tratta di una grande elezione popolare, se pensiamo che al voto si accompagna un’ampia e democratica discussione nei circoli”. Così Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, commentando i dati sull’affluenza che a una settimana dal termine dei congressi di circolo si attesta al 40%.
“Si tratta di un dato molto positivo - ha aggiunto l’esponente del Pd - non ricordo esperienze in Europa che vedano una partecipazione a questi livelli. E sarà ancora di più tra una settimana quando termineranno i congressi di circolo. Ritengo che tutto questo non possa che far piacere a chi ha a cuore - ha concluso Penati - il corretto funzionamento degli strumenti civili e politici di questo paese”.



Serve cambio di passo, identità ben definita e unità

pubblicato il settembre 25th, 2009 da Filippo Penati


“Dal punto di vista dell’identità serve un cambio di passo. In questi due anni abbiamo dato l’idea di voler essere onnicomprensivi e abbiamo finito per perdere parte della nostra identità. La questione è di importanza essenziale: il PD è il nostro traguardo, è un partito che dovrà superare la nostra generazione e guardare al futuro. Per questo non può vivere in eterno come l’eredità dei Ds e della Margherita”. Ad affermarlo è Filippo Penati, coordinatore nazionale della mozione Bersani, durante un’intervista a Question Time, la trasmissione di YouDem.tv che andrà in onda questa sera alle 19,30 e che raccoglie le domande della community di PD Network e le rivolge agli esponenti più in vista del Partito Democratico.
“Dobbiamo fare sì – continua Penati – che il nostro partito entri stabilmente dentro i grandi valori dell’umanità, dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della mobilità sociale, del merito e non della cooptazione. Un partito che lotti contro le ingiustizie, che dia l’idea di stare costantemente in trincea per eliminare le diseguaglianze”.

“Ci saranno responsabilità diverse, ma il partito, chiunque sia il vincitore delle primarie, dovrà trovare una nuova unità. Tutti – conclude Filippo Penati – dovrebbero fare questa dichiarazione: il 25 ottobre sera, chiunque sarà il segretario eletto, sarà il mio segretario e con lui collaborerò per il Partito Democratico”.



Pd, non incrinare la nostra comunità

pubblicato il settembre 24th, 2009 da Filippo Penati


“Con rammarico sono costretto a scrivervi queste poche righe. Il rigore e l’etica non sono patrimonio personale di alcuna mozione, ma appartengono a tutto il nostro partito. Fanno parte della sua storia e del suo modo di operare quotidiano. Nessuno può pensare di spacciare questi valori come propri, facendo credere implicitamente che qualcun altro non li rispetti”.
Così Filippo Penati, coordinatore nazionale della mozione Bersani, nella lettera inviata agli iscritti del Pd per stigmatizzare il comportamento del segretario uscente.
“Per questo suscita amarezza la decisione di inviare e rendere pubblica una lettera ai candidati segretari sul modo di condurre la campagna congressuale - ha sottolineato Penati - in questa fase ci deve essere il confronto politico, anche aspro, ma sempre basato sui contenuti. Sulle questioni di gestione della campagna congressuale, ci sono regole condivise da tutti, che la mozione Bersani rispetta, e organismi preposti ai quali ci si può rivolgere qualora ci siano dubbi o contestazioni. Non bisogna dimenticare - ha sottolineato il coordinatore nazionale della mozione - che siamo tutti nello stesso partito. Non si devono introdurre nella nostra discussione elementi che possono incrinare la nostra comunità.
Vogliamo, invece, tutti quanti dare più forza al progetto e uscire dalla nostra discussione con un’unità rafforzata.
Per questo trovo sorprendente e particolarmente sbagliato che a firmare una lettera che per i suoi toni sembra ignorare tutto questo, sia stato il segretario, che per la sua funzione deve farsi carico dell’unità del partito.
Mi auguro
- ha concluso Penati - che questo sia un incidente di percorso e che la nostra discussione possa riprendere con correttezza e serenità”



Pd, Penati: Sì alle primarie di coalizione

pubblicato il settembre 22nd, 2009 da Filippo Penati


Roma, 22 set (Intervista rilasciata al Velino) - Filippo Penati, dal 2004 al 2009 è stato presidente della provincia di Milano, carica che ha perso al ballottaggio alle ultime amministrative di giugno. Attualmente è coordinatore della mozione Bersani.

I primi risultati relativi alle assemblee congressuali dei circoli attribuiscono a Bersani un vantaggio di venti punti percentuali. Me lo conferma?

I dati in nostro possesso ci dicono che il vantaggio si sta stabilizzando attorno a questa cifra. Personalmente le dico, inoltre, che girando per l’Italia si vede il consenso attorno a Bersani e la voglia di cambiamento.

Ma lei per cambiamento cosa intende? Un ritorno all’Unione come prefigurato da Massimo D’Alema nell’intervista rilasciata alle ‘Iene’?

Il cambiamento è relativo allo statuto, alla struttura del partito e al fatto che crediamo si debbano fare primarie di coalizione perché fin tanto che esiste un sistema bipolare ci si deve alleare con chi accetta il nostro programma, senza escludere nessuno. Non siamo contrari alle primarie e, anzi le auspichiamo sia a livello nazionale sia locale, ma il leader del Pd non deve necessariamente essere il candidato premier.

Per quanto riguarda il congresso però la partecipazione sembra molto bassa…

Al momento siamo attorno al 40 per cento e crediamo che alla fine sul totale degli iscritti (800 mila nda) vi sarà la partecipazione di circa 350 mila iscritti. Tenga conto che agli ultimi congressi del Pds e della Margherita la partecipazione era pari al 30 per cento e al congresso della “bolognina” partecipò solo il 18 per cento.

Il senatore Marino però ha parlato di tessere gonfiate nel Sud, soprattutto in Calabria e in Campania…

Il Partito Democratico ha una sua commissione di garanzia nazionale e locale ed è irresponsabile lanciare falsi allarmismi.

Cosa pensa infine dell’ultima dichiarazione del ministro Brunetta sulla distinzione tra sinistra “buona” e sinistra “parassitaria”?

Un ministro della Pubblica amministrazione deve fare il ministro. Brunetta la smetta di fare annunci. I ministri che mi piacciono sono quelli che si rimboccano le maniche, non i fannulloni, per usare un termine tanto caro al nostro ministro.



“Irresponsabile umiliare i congressi”

pubblicato il settembre 20th, 2009 da Filippo Penati


“Come possono gli altri dare valore a cio’ che noi per primi non riconosciamo come importante?”. Lo chiede il coordinatore della mozione Bersani, Filippo Penati, che vede nelle dichiarazioni degli esponenti della mozione Franceschini un ritorno all’idea del partito liquido.
“Non si capisce altrimenti - spiega Penati - la contrapposizione, che si sta riproponendo in queste ore, tra iscritti ed elettori. Un risultato, che non sta premiando il segretario uscente nei congressi dei circoli, non puo’ portare all’umiliazione di chi vi sta partecipando, compresi coloro che votano Franceschini stesso o Marino. In queste settimane - continua Penati - in migliaia di congressi si sta sviluppando una grande partecipazione con un ritorno, dopo mesi di assenza, di una importante discussione politica, in una fase molto delicata per il nostro paese, e che vedra’ il suo sbocco nelle primarie del 25 ottobre. Non si capisce perche’ cio’ deve essere deriso e delegittimato. Si stanno insultando persone, ragazze e ragazzi, volontari, cittadini che lavorano e danno l’anima tutto l’anno, affibbiandogli ingiustamente l’etichetta di apparato; che costruiscono e gestiscono le feste, che mandano avanti le attivita’, che organizzano la presenza sul territorio del nostro partito. Evitiamo - conclude Penati - di mettere le dita negli occhi a queste persone senza le quali, il Pd stesso, non esisterebbe”.



“Berlusconi è in declino, ma no a toni accesi”

pubblicato il settembre 19th, 2009 da Filippo Penati


“Io non uso toni così accesi e non c’è bisogno di alzare la voce, bensì serve un’analisi politica vera per creare un’alternativa a Berlusconi”. Filippo Penati, coordinatore nazionale della mozione Bersani, commenta con Affaritaliani.it l’attacco di Antonio Di Pietro al premier (’Berlusconi finirà come Saddam’).

Secondo Penati “il tema è: di fronte alla crisi e al declino di Berlusconi come noi costruiamo un progetto e un’alternativa. E non serve tanto alzare la voce”.

Per leggere l’intervista integrale, clicca qui (link al sito Affaritaliani.it).